• Pubblicato: Venerdì, 18 Novembre, 2016 - 14:56
  • Autore: Daniela Fiori

Compie 10 anni la pace, in Nepal, ma la strada della riconciliazione è ancora in salita.

Il 21 novembre 2006, con la firma del Comprehensive Peace Accord tra esercito e maoisti davanti all’Onu e alla comunità internazionale, si concludeva il conflitto civile durato 11 anni e responsabile di oltre 12.000 morti, 100.000 sfollati e 1.400 civili scomparsi.

Nei lunghi anni del conflitto, entrambe le parti si sono rese responsabili di crimini contro la popolazione civile, che ancora oggi attende il concretizzarsi di una vera pacificazione. Tra le vittime dimenticate del conflitto si contano soprattutto le donne, rimaste da sole a mantenere le sorti delle famiglie dopo la scomparsa dei mariti, dei padri e dei fratelli, sottoposte ad abusi e violenze di ogni genere. In Nepal esiste da alcuni anni un programma nazionale per supportare e risarcire le donne che hanno subito le conseguenze del conflitto, ma la verità è che la maggior parte di loro non si rivolge alle autorità che potrebbero aiutarle ad avere giustizia.

Soprattutto nelle aree rurali, le donne non sono al corrente del piano che potrebbe aiutarle e anche tra chi conosce il programma prevale un sentimento di sfiducia, oltre al timore di subire ritorsioni una volta chiesto aiuto.

A queste donne si rivolge il progetto triennale di CCS Empowering Women for Peace, finanziato dalla Delegazione dell’Unione Europea a Kathmandu con l’obiettivo di supportare tutte le autorità del Paese a realizzare le due principali risoluzioni ONU sul ruolo delle donne nei processi di pace (n°1325 e n° 1820).

Il progetto vuole aiutare le donne nepalesi (attraverso il supporto alle istituzioni locali e nazionali) a ritrovare il loro ruolo nella società, vedendo riconosciuto quanto hanno subito nel corso del conflitto civile. Meccanismi di giustizia transazionale, servizi di assistenza legale e psicologica e processi per favorire memoria collettiva e consapevolezza condivisa sono gli elementi che scandiscono le attività del progetto in sette distretti del Paese.

“Proprio in questi giorni stiamo terminando il video documentario che raccoglie le testimonianze di diverse donne vittime del conflitto civile” racconta Istvan Toth, Responsabile delle attività di CCS in Nepal. “Il video verrà proiettato in diversi villaggi per sensibilizzare le comunità su quanto le donne hanno subito con il conflitto. Insieme alla realizzazione di monumenti pubblici alla memoria anche nei più piccoli villaggi, si tratta di uno degli ingredienti più importanti per realizzare in Nepal una pace autentica e duratura”.

Leggi l'intervista a Muna Basnyat, Responsabile del Progetto di CCS "Empowering Women for Peace"

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