• Pubblicato: Martedì, 29 Settembre, 2015 - 17:50
  • Autore: Michele Memè

“Scendiamo, da qui iniziamo a camminare“, ci dice Bharat quando la macchina si ferma. Bharat è il Team Leader per i programmi di sostegno a distanza di CCS in Nepal. Quest’oggi è lui a fare da guida a me e alla mia ragazza, Maggie, lungo il tragitto per visitare Ashik, il bambino nepalese che sostengo tramite CCS da ormai 7 anni. Il villaggio dove Ashik vive non è raggiungibile in auto in questo periodo dell’anno, quindi andiamo a piedi. Con noi vengono anche due rappresentanti di Little Flower Society, la ONG nepalese con cui CCS collabora. Siamo nel distretto di Makwanpur, uno dei più poveri del Nepal, e il nostro percorso si snoda fra delle risaie e un fiume, che attraversiamo al guado diverse volte. La pioggerellina di fine monsone ci accompagna per tutta la mattina, ma la camminata è piacevole con i vari racconti di Bharat riguardo alla cultura nepalese e all’azione di CCS nel Paese. Dopo due ore di cammino lungo il fiume affrontiamo l’ultima mezz’ora di tragitto su per una collina attraverso una fitta giungla.

Finalmente arriviamo alla casa di Ashik: quasi tutta la sua famiglia è lì ad aspettarci. Il nostro arrivo è chiaramente percepito come un evento importante. Accenno un “Namaste” a mani giunte e riconosco subito Ashik fra i molti fratelli e sorelle: il suo sguardo intelligente e un po’ timido è inconfondibile, grazie alle foto che ho ricevuto ogni anno da CCS.

Subito inizia lo scambio dei regali: riceviamo le collane di fiori, simbolo di accoglienza, e doniamo ad Ashik l’uniforme per la scuola, mentre il resto della delegazione distribuisce provviste, indumenti e quaderni al resto della famiglia.

Mentre facciamo le rituali foto, mi guardo di nuovo intorno: un piccolo campo di mais ed il resto è giungla, nemmeno l’ombra di una strada. Adesso mi rendo davvero conto di quanto può essere difficile per questi bambini avere accesso a una adeguata istruzione. Ne ho ulteriore conferma subito dopo, quando andiamo a visitare la scuola. Questa volta è Ashik a farci da guida attraverso la giungla, lungo un sentiero appena visibile. Arranco giù per la collina nei miei scarponi da trekking, mentre lui è ben più veloce nei suoi nuovi sandali. La scuola è un cosiddetto Temporary Learning Center, una delle strutture temporanee utilizzate da quando il terremoto dello scorso aprile ha reso inagibili migliaia di scuole come quella di Ashik. Le lezioni sono state quest’oggi annullate: molti dei bambini non erano presenti visto che i festeggiamenti per la nuova Costituzione promulgata due giorni fa sono stati prolungati. Gli altri sono stati mandati casa dopo che una leggera scossa di terremoto ha fatto vibrare la semplice ma solida struttura. Incontriamo comunque le insegnanti e diamo loro gli altri nostri regali: materiale scolastico da distribuire ai bambini.

Bharat riceve informazioni sulla situazione della scuola, dopodichè torna a fare da interprete tra noi ed Ashik. Abbiamo giusto il tempo di alcune ultime parole, piccoli consigli per Ashik e tanti “grazie”, ed infine un emozionato saluto. Il tempo sembra essere scorso troppo velocemente, ma la nostra via del ritorno è lunga. Continuiamo ad agitare le mani, così come Ashik, finchè riusciamo a vederci, prima che il sentiero ci porti lontano.

I pensieri e le emozioni di questo incontro sono un intreccio di felicità, nuova consapevolezza e voglia di aiutare ancora di più. E anche una ulteriore certezza: l’azione di CCS e il mio sostegno a distanza sono fondamentali per l’istruzione di Ashik, così come lui, attraverso Bharat, mi ha confermato.

La mia gratitudine verso Bharat e tutto lo staff di CCS per aver reso tutto ciò realtà è così grande che non riesco a tradurla in parole.

Torno a casa con il cuore pieno di soddisfazione per aver conosciuto Ashik, il bambino che da ben 7 anni sostengo a distanza, e il suo Nepal. Un Paese affascinante, il cui popolo dall’animo gentile ha tanta voglia di migliorare, e a cui non si può far altro che un grande “In bocca al lupo”.