• Pubblicato: Venerdì, 17 Febbraio, 2017 - 17:30
  • Autore: Daniela Fiori

Arriva un secco ridimensionamento del fenomeno del lavoro minorile in Cambogia da parte del Ministro del Lavoro Ith Sam Heng, che ha reso pubblico l’esito di un’indagine governativa sull’impiego di bambini nelle fabbriche di mattoni del Paese.

L’indagine, avviata a dicembre scorso dopo l’ennesima denuncia di una ong locale (the Cambodian League for Promotion and Defense of Human Rights - LICADHO),  avrebbe provato solo poche decine di casi di lavoro minorile nell’industria edilizia. Su questa base, il Ministro ha minacciato azioni legali contro le organizzazioni che si occupano di diritti umani, a suo dire colpevoli di screditare l’azione del governo per arginare il lavoro minorile e di creare “scenari favorevoli ad attrarre il finanziamento dei donatori”.

Il rapporto di LICADHO aveva messo in luce la diffusione del lavoro minorile, spesso utilizzato come “debt bondage” ovvero come forma di servitù per saldare i debiti della famiglia del bambino lavoratore. Nonostante una severa legislazione in merito (per il debt bondage si rischiano in Cambogia fino a 20 anni di carcere), secondo l’ong cambogiana le autorità competenti non farebbero ancora sufficienti sforzi per combattere questi fenomeni. 

Sempre lo scorso dicembre, anche alcuni reportage del Cambodia Daily avevano a loro volta provato la larga diffusione della servitù per debiti e del lavoro minorile nelle fabbriche della capitale e dei dintorni.

Pur esprimendo la sua forte contrarietà a questa rappresentazione del fenomeno, il Ministro non è entrato nel dettaglio dei casi che sarebbero stati provati.

Secondo gli ultimi dati dell’Organizzazione Internazionale per il Lavoro (2015), poco meno del 10% dei bambini tra i 5 e i 14 anni è costretto a lavorare in Cambogia. Diverse fonti, come il Dipartimento per il Lavoro degli Stati Uniti, confermano sostanzialmente il quadro tracciato dalle organizzazioni che difendono i diritti umani: pur avendo compiuto significativi passi avanti nella tutela dei bambini, il Paese ha a sua disposizione ancora risorse umane e finanziarie insufficienti per monitorare il rispetto delle leggi e sanzionare dovutamente chi le viola.

Fonte Cambodia Daily