• Pubblicato: Venerdì, 18 Dicembre, 2015 - 18:11
  • Autore: Erica Pedone

Il Mozambico non trova pace e senza pace non c’è sviluppo perché le energie si sprecano, si perdono in atti distruttivi.

Lo scontro tra il partito al potere, la Frelimo, e i ribelli della Renamo, riacutizzatosi tra il 2013 e il 2014 ancora oggi non sembra essersi sopito. La Renamo che durante le ultime elezioni ha ottenuto la maggioranza nell’area centrale del Paese, rivendica il rispetto degli accordi di pace siglati a fine 2014 che pare non vengano rispettati dalla Frelimo, la quale tra ottobre e novembre di quest’anno ha messo in atto una massiccia operazione di disarmo dei sostenitori della Renamo.

La situazione generale del Paese ancora oggi resta sconfortante. Malgrado il Mozambico sia ricco di materie prime, soprattutto di combustibili, più del 60% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà estrema e i dati sull’accesso all’istruzione sono preoccupanti se si parte dal presupposto che senza istruzione non c’è possibilità di sviluppo e di crescita. 

La qualità dell’insegnamento è scarsissima: solo il 6,3% dei bambini terminata la seconda classe della primaria è in grado di leggere al livello previsto dai programmi didattici. Solo il 34% degli alunni iscritti alla prima classe nel 2008, arriveranno a completare il ciclo primario che in Mozambico è di sette anni, entro il 2014. Per non parlare poi dell’assenteismo degli insegnanti che è inaccettabile perché raggiunge punte del 45%.

Sono dati generali divulgati quest’anno dal Ministero dell’Istruzione mozambicano e riguardano tutto il Paese. Nell’area di Gorongosa dove ci troviamo di fronte di nuovo a tensioni tra le forze governative e la Renamo, la situazione è ancora più drammatica. Molte scuole sono ancora inagibili, manca assistenza sanitaria perché gli ambulatori sono stati devastati e il cibo scarseggia perché i campi non sono stati coltivati per troppo tempo.

La popolazione cerca di sopravvivere, bersagliata anche da un’inflazione che annienta il potere di acquisto delle famiglie, e da una situazione politica instabile che non promette niente di buono.

Il salario minimo, per chi ce l’ha, è di 80 euro, e per comprare un chilo di fagioli ce ne voglio almeno 2 di euro, e un chilo di riso costa mezzo euro.

Negli ultimi due anni, migliaia di bambini nell'area di Gorongosa, in Mozambico, hanno perso la sicurezza della loro abitazione, la possibilità di studiare e quella di curarsi

La storia di questi bambini non fa rumore, ma noi di CCS Italia vogliamo raccontarla. Con il progetto Ricomincio da te vogliamo restituire una vita normale a una popolazione sfinita e ormai priva di ogni risorsa.

Il progetto Ricomincio da te, prevede di riportare sui banchi di scuola oltre 6000 bambini (per la precisione 3.336 bambini e 2.688 bambine) di 10 comunità dell’area di Gorongosa, garantendo loro buone condizioni di salute e contribuendo al ripristino del tessuto sociale di tutte le comunità interessate.

Dal  20 al 31 dicembre 2015 si potrà contribuire a Ricomincio da te inviando un sms solidale del valore di 2 euro al numero 45503 o 2 o 5 euro con una telefonata da rete fissa allo stesso numero. I fondi raccolti consentiranno in particolare il ripristino degli arredi di 4 scuole e delle attrezzature per 3 centri salute; la fornitura di materiale didattico e di kit scolastici per alunni; l’organizzazione delle visite mediche per tutti i piccoli destinatari dell’intervento.

Negli ultimi tre anni (2012-2014) sono stati 83.929 i destinatari degli interventi di CCS in Mozambico: 539.504 refezioni scolastiche, 9.054 visite mediche e 36.344 kit di materiale scolastico. 

Leggi la testimonianza del coordinatore dell'ufficio di Beira, Pietro Ferlito.